
Da ACC a PCC: cosa cambia tra il primo e il secondo livello
Tra ACC e PCC non cambiano solo le ore richieste: cambia quello che un assessor ascolta nella registrazione. Requisiti, PCC Markers e cosa chiedere a una scuola.
Tra la credenziale ACC e la PCC ci sono 65 ore di formazione e 400 ore di pratica in più. Ma la differenza che conta davvero non sta nei numeri: sta in quello che un assessor ascolta quando valuta la tua registrazione. Vediamo dove si sposta l’attenzione, e cosa significa per chi sta scegliendo un percorso.
Cosa chiede ICF per ciascun livello
Per la ACC servono:
- →60 ore di formazione
- →100 ore di coaching con almeno 8 clienti, di cui almeno 75 retribuite
- →10 ore di mentor coaching
Per la PCC servono:
- →125 ore di formazione
- →500 ore di coaching, di cui almeno 450 retribuite
- →10 ore di mentor coaching
Entrambe chiedono una o più sessioni registrate, valutate da un assessor, e il superamento dell’esame ICF. Sono i numeri che finiscono in un preventivo, e descrivono la parte più facile da misurare.
Dove si sposta l’attenzione
Quello che cambia davvero sta nella griglia di valutazione. ICF pubblica i PCC Markers: l’elenco dei comportamenti che un assessor cerca ascoltando una registrazione presentata per la PCC. È un documento pubblico, e vale la pena leggerlo molto prima di presentarsi.
Leggendolo si vede la direzione dello spostamento. Al primo livello si valuta soprattutto se stai facendo coaching: se resti sull’agenda del cliente, se le domande sono aperte, se il contratto della sessione è chiaro, se eviti di consigliare. Sono i comportamenti che rendono riconoscibile la professione.
Più avanti si valuta cosa fai con quello che il cliente ha appena portato. La parola che ha scelto al posto di un’altra. L’esitazione prima di rispondere. Il tono che cambia a metà frase. Il salto fra due argomenti che non erano collegati. A quel livello una domanda tecnicamente corretta, costruita sulla sequenza che avevi in testa, vale meno di una domanda meno elegante che parte da una parola appena detta.
Da qui discende quasi tutto il resto: il silenzio che riesci a tenere, il modo in cui nomini quello che sta succedendo nella relazione, la disponibilità a lasciar cadere una direzione preparata perché ne è arrivata una migliore dal cliente.
Tre punti in cui si vede la differenza
Il contratto della sessione. Al primo livello si stabilisce l’obiettivo e ci si lavora. Più avanti l’obiettivo si rimette in discussione quando quello che emerge dice un’altra cosa, e la rinegoziazione avviene ad alta voce, con il cliente.
Le emozioni. Al primo livello si accolgono. Più avanti si lavora con quello che portano: da dove arrivano, a cosa sono collegate, cosa cambia se restano nella stanza invece di essere superate.
Il finale. Al primo livello si chiude riepilogando e definendo azioni. Più avanti si chiede al cliente cosa si porta via, e si resiste alla tentazione di riassumere al posto suo. Il riepilogo del coach resta quasi sempre il riepilogo del coach.
Perché il secondo livello si lavora sulle registrazioni
Questa parte non si trasmette spiegandola. Un percorso di secondo livello passa gran parte del tempo su sessioni vere: si ascolta, ci si ferma sul minuto in cui qualcosa è stato lasciato cadere, e si guarda cosa era disponibile lì. Poi si riascolta lo stesso minuto sapendo cosa cercare.
È un lavoro lento e poco spettacolare, e produce il tipo di apprendimento che regge sotto pressione, quando il cliente dice una cosa che non era nel piano.
Le 10 ore di mentor coaching richieste per la credenziale servono a questo, e la stessa griglia torna a ogni rinnovo: chi ha la ACC deve rifare 10 ore di mentor coaching ogni tre anni, di cui almeno 3 individuali.
Cosa chiedere a una scuola
Tre domande che spostano più di qualsiasi brochure:
- →Quante ore del percorso si passano ad ascoltare registrazioni di sessioni vere, proprie o di altri?
- →Quante ore di pratica supervisionata sono comprese nel prezzo, e con chi?
- →Dove si trovano i primi clienti? La formazione ti porta fino alla soglia delle 100 ore, e quelle ore vanno fatte con persone reali.
Chi risponde con precisione a queste tre domande ha già detto molto di come lavora.
I requisiti delle credenziali ACC e PCC, i PCC Markers e i requisiti di rinnovo sono pubblici e si trovano su coachingfederation.org.
Hai trovato utile questo articolo?
Iscriviti alla newsletter per ricevere nuovi approfondimenti su coaching, intelligenza emotiva e crescita professionale.
