Guida · Capire il coaching
Lo psicologo è un professionista sanitario: può fare diagnosi e trattare il disagio psicologico. Il coach non cura e non fa diagnosi: lavora con chi sta bene e vuole passare da una situazione buona a una migliore. In breve — se c'è sofferenza ci si rivolge allo psicologo, se c'è un obiettivo al coach.
Capita di sentir descrivere il coaching come «una terapia più veloce», o la psicoterapia come «roba per chi sta male davvero». Sono due letture sbagliate: si occupano di cose diverse, con strumenti diversi e regole diverse.
| Coach | Psicologo | |
|---|---|---|
| Di cosa si occupa | Obiettivi da raggiungere, scelte da chiarire, potenziale da esprimere. | Disagio psicologico, sofferenza, disturbi che incidono sulla vita quotidiana. |
| Punto di partenza | Stai bene e vuoi andare da una situazione buona a una migliore. | C'è una difficoltà che fa stare male e a cui non riesci a dare risposta da solo. |
| Dove guarda | Al presente e al futuro: cosa vuoi, e come ci arrivi. | Anche al passato, per capire da dove nasce ciò che senti oggi. |
| Diagnosi e cura | Nessuna. Non è una professione sanitaria. | Sì: è un professionista sanitario e può fare diagnosi. |
| Come è regolato | Legge 4/2013 sulle professioni non organizzate; accreditamenti come ICF. | Albo professionale, dopo laurea, tirocinio ed Esame di Stato. |
| Durata | Percorso a termine, in genere 6-12 sessioni con un obiettivo definito. | Variabile, la stabilisce il professionista in base al percorso. |
La domanda utile non è «quanto sto male», ma un'altra: c'è qualcosa che ti blocca, o c'è qualcosa che vuoi raggiungere?
Se leggendo hai riconosciuto entrambe le colonne, la prima da ascoltare è quella di destra: un percorso di coaching dà il meglio quando le fondamenta sono solide. E le due cose non si escludono — si possono fare anche insieme, meglio se entrambi i professionisti lo sanno.
Un coach non fa diagnosi, non tratta disturbi psicologici, non prescrive nulla e non sostituisce uno psicologo o uno psichiatra. Non è una limitazione da nascondere: è la definizione stessa del mestiere.
C'è di più, ed è il segno da cui riconosci un coach formato davvero: quando durante un percorso emerge un tema che non è di sua competenza, lo dice e ti indirizza altrove. Il codice etico ICF lo richiede esplicitamente. Un coach che si offre di trattare ansia, depressione o traumi sta uscendo dal proprio ruolo, e questo è il momento di cambiare professionista.
Vale anche il contrario: molti psicologi si formano anche come coach, proprio perché sono due strumenti distinti e sapere quando usare l'uno o l'altro è una competenza in più.
Riferimenti: legge 14 gennaio 2013 n. 4 (professioni non organizzate in ordini o collegi); legge 11 gennaio 2018 n. 3, che include la professione di psicologo fra le professioni sanitarie; ICF Code of Ethics e prima Competenza Chiave ICF, che richiedono al coach di indirizzare il cliente ad altri professionisti quando il tema esce dal proprio ambito. Sulla relazione fra coach e cliente: Graßmann, Schölmerich e Schermuly, The relationship between working alliance and client outcomes in coaching: A meta-analysis, Human Relations, 2020 (27 studi, 3.563 percorsi).
In Italia il coaching non ha un albo: la professione ricade nella legge 4/2013 sulle professioni non organizzate. Vuol dire che chiunque può definirsi coach, e che la verifica tocca a te. Tre cose da chiedere prima di iniziare:
Una scuola accreditata da un ente riconosciuto — ICF è il più diffuso a livello internazionale — significa un percorso con ore verificate, pratica supervisionata ed esame, non un weekend.
Le credenziali ICF (ACC, PCC, MCC) certificano ore di pratica documentate e un esame superato, e si rinnovano ogni tre anni. Sono verificabili sul sito di ICF, chiedendo nome e cognome.
Un primo colloquio conoscitivo serve a capire se c'è sintonia. Non è un dettaglio caratteriale: la qualità della relazione fra coach e cliente è il fattore più associato ai risultati di un percorso — se non c'è, è legittimo rivolgersi a qualcun altro.
Lo psicologo è un professionista sanitario: è iscritto a un albo, può fare diagnosi e trattare disturbi psicologici, e lavora spesso sul passato per capire da dove nasce una difficoltà. Il coach non è un professionista sanitario, non fa diagnosi e non cura: lavora con persone che stanno bene e vogliono passare da una situazione buona a una migliore, partendo dal presente per costruire il futuro.
La domanda utile è: ti senti bloccato da qualcosa che ti fa stare male, o sei in una situazione che funziona ma vuoi portarla altrove? Se c'è sofferenza che dura, ansia, un lutto, un trauma o una difficoltà che si ripete da anni, il riferimento è lo psicologo. Se invece stai bene e vuoi chiarire una scelta, prepararti a un ruolo nuovo o smettere di rimandare qualcosa che desideri, il coach è la figura giusta.
No, e un coach serio non lo propone nemmeno. Il coaching non è una terapia e non tratta disturbi psicologici. Un coach formato riconosce quando il tema che emerge non è di sua competenza e lo dice apertamente, suggerendo di rivolgersi a un professionista sanitario: è parte del codice etico ICF, non una cortesia.
In Italia il coaching non ha un albo professionale: la professione è regolata dalla legge 4/2013 sulle professioni non organizzate. Al posto dell'albo esistono gli accreditamenti degli enti internazionali, il più riconosciuto dei quali è ICF (International Coaching Federation), che verifica formazione, ore di pratica ed esame e vincola a un codice etico.
Sì, e in alcuni casi funziona bene: sono percorsi che lavorano su piani diversi. È buona pratica che entrambi i professionisti ne siano al corrente, così nessuno dei due lavora al buio.
È un percorso a termine, con un obiettivo definito all'inizio: quando l'obiettivo è raggiunto il percorso finisce, e non è pensato per durare anni. La durata si adatta a ciò su cui stai lavorando — nei percorsi di personal coaching di Asterys Lab va dai 3 ai 10 mesi.
Il primo confronto serve proprio a capirlo, e non impegna a niente. Se ci accorgiamo che ti serve un'altra figura, te lo diciamo.
Se invece stai valutando di diventare coach tu, qui trovi come si fa.